La componente geologica del PGT e le classi di fattibilità
Prima di disegnare un piano urbanistico bisogna conoscere il terreno su cui poggia. In Lombardia lo strumento è la componente geologica, idrogeologica e sismica.
In Lombardia ogni Piano di Governo del Territorio (PGT) deve contenere uno studio dedicato all’assetto geologico, idrogeologico e sismico del Comune, come previsto dalla legge regionale 12 del 2005 e dai relativi criteri attuativi. Non è un allegato tecnico da archiviare: è la base su cui si decide dove e come si può costruire.
Cosa contiene
Lo studio parte dall’analisi del territorio, con cartografie tematiche su geologia, geomorfologia, idrogeologia e pericolosità sismica, e arriva a tre elaborati di sintesi:
- la carta dei vincoli, con i vincoli normativi esistenti, come le fasce fluviali e le aree di salvaguardia delle captazioni idropotabili;
- la carta di sintesi, che individua le aree omogenee per pericolosità e vulnerabilità;
- la carta di fattibilità geologica, accompagnata dalle norme geologiche di piano.
Le quattro classi di fattibilità
La carta di fattibilità suddivide il territorio in quattro classi:
- Classe 1, fattibilità senza particolari limitazioni;
- Classe 2, con modeste limitazioni, superabili con approfondimenti e accorgimenti tecnici;
- Classe 3, con consistenti limitazioni, dove gli interventi sono subordinati a indagini e opere specifiche;
- Classe 4, con gravi limitazioni, dove la nuova edificazione è di norma esclusa.
Per ogni classe le norme indicano quali indagini servono a corredo di un progetto. È il primo documento da consultare prima di acquistare un terreno o progettare un intervento.
La componente sismica
Lo studio individua anche gli scenari di pericolosità sismica locale, cioè le situazioni in cui la morfologia o il tipo di terreno possono amplificare lo scuotimento: creste, scarpate, fondovalle con depositi alluvionali. Dove richiesto si procede con analisi di approfondimento, che possono tradursi in prescrizioni per la progettazione delle strutture.
Quando aggiornarla
La componente geologica va aggiornata quando cambiano le conoscenze o il quadro normativo: nuovi dissesti, mappe di pericolosità alluvionale aggiornate, nuovi studi sul rischio idraulico. Un piano costruito su dati superati espone il Comune e i cittadini a rischi che si potevano prevedere.
Conoscere il terreno prima di pianificare non è prudenza in più: è il modo più economico di evitare problemi dopo.