Invarianza idraulica in Lombardia: cosa significa per chi costruisce
Ogni nuova superficie impermeabile cambia il modo in cui la pioggia arriva ai corsi d’acqua. Il regolamento regionale chiede di compensarlo: ecco come.
Quando un prato diventa un parcheggio, un tetto o una strada, l’acqua di pioggia che prima si infiltrava nel terreno scorre in superficie, più in fretta e in quantità maggiore. Moltiplicato per migliaia di interventi, questo effetto mette sotto pressione reti fognarie e corsi d’acqua, soprattutto durante i temporali sempre più intensi.
Il principio
Per invarianza idraulica si intende che la portata scaricata da un’area dopo la trasformazione non deve superare quella che l’area scaricava prima. In Lombardia il principio è disciplinato dal Regolamento regionale n. 7 del 2017, successivamente aggiornato, e si applica agli interventi che riducono la permeabilità del suolo: nuove costruzioni, ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni, nuove infrastrutture.
Tre livelli di criticità
Il regolamento suddivide il territorio regionale in aree a criticità idraulica alta, media e bassa. La classe del comune, insieme all’estensione dell’intervento e al grado di impermeabilizzazione, determina i limiti allo scarico e il livello di approfondimento richiesto: dai requisiti minimi fino a una vera modellazione idraulica.
Dove va l’acqua
La gerarchia è chiara. Le acque meteoriche vanno, nell’ordine:
- riutilizzate, ad esempio per l’irrigazione o per usi non potabili;
- infiltrate nel suolo, se la permeabilità del terreno e la profondità della falda lo consentono;
- scaricate in un corpo idrico superficiale;
- solo in ultima istanza, convogliate in fognatura.
Per questo il progetto idraulico non può prescindere da quello geologico: la capacità di infiltrazione si misura con prove in sito, e un pozzo disperdente in un terreno poco permeabile o con falda superficiale semplicemente non funziona.
Le soluzioni
Le opere più comuni sono vasche di laminazione, trincee e pozzi disperdenti, pavimentazioni drenanti, tetti verdi e giardini della pioggia. Le soluzioni basate sulla natura, quando lo spazio lo permette, uniscono la funzione idraulica a benefici ambientali e paesaggistici.
E i Comuni?
Ai Comuni il regolamento chiede uno studio comunale di gestione del rischio idraulico oppure, nei casi previsti, un Documento semplificato del rischio idraulico (DOSRI), da recepire negli strumenti urbanistici. È uno strumento prezioso: individua le aree critiche e le misure strutturali e non strutturali per ridurre il rischio.
Pensata fin dall’inizio, l’invarianza idraulica costa meno e funziona meglio. Aggiunta a progetto finito, diventa solo un vincolo.